lunedì, giugno 21, 2004
La camera cinese, di Vivian Connell

Nell’universo dei libri sommersi e sconosciuti, ce n’è uno - più ingiustamente di altri dimenticato - che (come mi è già successo) ho scovato tra gli scaffali polverosi di una libreria dell'usato; devo però avvertirvi che se dopo questa recensione voleste saperne di più, vi toccherà procurarvi un bel dizionario inglese o francese: in Italia, l’opera quanto l'autore sono pressoché ignoti e del tutto fuori catalogo. Se poi vorrete leggere questo romanzo avrete solo due possibilità: setacciare tutte le bancarelle e le librerie dell'usato che vi capitano a tiro, sperando di essere fortunati come me, o chiedermelo in prestito. Fate vobis.
Il romanzo in questione è La camera cinese (The Chinese Room), scritto nel 1942 dall'irlandese Vivian Connell, pubblicato per l’ultima volta in Italia nel febbraio del 1967 per la collana “Garzanti per tutti”, nell’ottima traduzione di Grazia Maria Griffino. Azzardo l’ipotesi che questa sia stata la prima ed unica edizione italiana: fin dal suo apparire il romanzo è stato perseguitato dalla censura sia in Inghilterra che in America, in quanto ritenuto osceno e immorale, condividendo la sorte di capolavori come Lolita
In realtà nel libro non c’è nulla di morboso né di osceno: La camera cinese è romanzo che indaga i recessi dell’anima di ogni personaggio svelandone desideri e frustrazioni; è un romanzo che descrive il sesso inteso come strumento di affermazione della propria personalità, ed è certamente un romanzo denso di ambiguità: basti pensare che ognuno dei personaggi principali nasconde un segreto: il banchiere che perde il controllo delle sue mani, in preda a un bizzarro desiderio di morte; una moglie apparentemente inibita che scopre la passione solo nel tradimento; una bellissima segretaria che si nega all’amore perché imprigionata dalla sua deformità; un impiegato pallido e incolore che si rifugia in una stanza arredata nel più eccentrico stile orientale; un medico ossessionato dalla sua scienza persino nell’amplesso... la storia disvela a poco a poco le ossessioni e i segreti dei personaggi, in un crescendo di suspence, fino a spalancare finalmente la camera cinese in cui ciascuno si rifugia per riuscire ad essere, finalmente, ciò che desidera. Il fatto che il sesso abbia un'importanza cruciale nella vita dei personaggi di Vivian Connell, così come il bisturi affilato con cui questi disseziona l'ambito della vita matrimoniale, la sottile analisi psicologica hanno indotto i critici ad accostare l'autore a David Herbert Lawrence
Infine, una curiosità: La camera cinese ha avuto un trattamento cinematografico in Messico, con una produzione del 1967 intitolata El cuarto chino