sommersi&sconosciuti

martedì, settembre 28, 2004

Ai margini del caos, di Franco Ricciardiello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un altro libro scandalosamente dimenticato è Ai margini del caos di Franco Ricciardiello.

Vincitore del “premio Urania” nel ‘98, il questo romanzo è praticamente scomparso dagli scaffali delle librerie a dispetto del buon successo di pubblico (13.500 copie vendute) e del fatto che la Flammarion l’abbia tradotto in Francia.

Il libro - n. 1348 del catalogo “Urania” e scritto tra il settembre del ’97 e il febbraio del ’98 - è un libro intelligente e ben congegnato che, per mezzo di una struttura narrativa alquanto sofisticata, con numerosi flashback, molteplici piani temporali, numerose “voci narranti” ciascuna dotata di un “timbro” unico e inconfondibile, affronta l’annosa questione della Teoria del Caos. L’intreccio mescola i nazisti, la caduta di Berlino, la “sindrome di Stendhal”, l’arte figurativa (intesa nel senso junghiano di tramite tra inconscio personale e inconscio collettivo), la matematica del Caos, il comunismo, la guerra, la passione e la vendetta in un cocktail squisitamente narrativo di arte, scienza, psicologia e storia: e, leggendo, si ha davvero la sensazione che l’essenza di ciascuna di queste discipline abbia scelto di organizzare un meeting con le altre, sulle pagine di un Ricciardiello in stato di grazia. Nonostante la vastità e la complessità dei temi – la Teoria del Caos si può addirittura considerare una dei protagonisti del romanzo, insieme a Nicolas e Vic – il libro avvince e coinvolge, stuzzica e intriga il lettore, anche per mezzo di uno stile accattivante e di una lingua sapida e credibile, che riesce a mescolare i linguaggi della fantascienza e dell’arte. Il romanzo, consapevolmente edificato sulle basi matematiche della Teoria della Complessità (al punto che l’autore ha individuato nella struttura uno schema riconducibile all’applicazione dei frattali), prende le mosse dai malesseri e le visioni di una donna, Vic, colta da sindrome di Sthendal dinanzi a un quadro davvero particolare: L’isola dei morti di Arnold Bocklin, da sempre al centro di curiosi ed inquietanti aneddoti (tanto per dirne una, era il quadro preferito di Adolf Hitler); da lì, la trama di sviluppa in un susseguirsi di coincidenze, inseguimenti, allucinazioni e viaggi alla ricerca del significato pertinente delle visioni che assalgono Vic: mentre il quadro, elevato a simbolo dell’ossessione metapsichica dell’inconscio collettivo, è ovunque e da nessuna parte: i personaggi lo ricordano, lo incontrano, ne vengono inseguiti, lo inseguono, cercano di dimenticarsene (fallendo) e, infine, si lasciano attrarre nel vortice di follìe scaturite (a quanto sembra) proprio dalla scena, inquietante e misteriosa, riprodotta sulla tela.

Infine, una nota curiosa. Ricciardiello, nella postfazione in coda al romanzo narra un curioso aneddoto: “Un giorno di novembre del 1996 curiosavo fra dei CD musicali cercando senza successo l'Op. n. 29 (L'Isola dei Morti) di Rachmaninov - stavo terminando la prima stesura del romanzo. Per non lasciarmi a mani vuote Paola mi prestò un libro a caso, l'edizione rilegata di “Il giudice e il suo boia” di Dürrenmatt. Mi sono accorto di essere pericolosamente vicino al margine del caos quando, aprendo quel libro scelto senza intenzione, ho letto a pag. 2: -Attraversarono il corridoio passando davanti a un gran quadro in una pesante cornice dorata. Bärlach diede un'occhiata: era L'Isola dei morti.”

Che sia l’inclusione nel “genere” della fantascienza, a determinare la latitanza de Ai margini del caos dai cataloghi delle case editrici? Ebbene, a parte il fatto che Ricciardiello, nelle sue narrazioni - e qui ne avete un esempio - ama percorrere vie alternative a quelle della fantascienza tradizionale, sfruttando ingredienti tipici del “genere” per raccontare storie sorprendenti, ciò che conta – ai fini della pubblicazione del libro - non dovrebbe essere il valore del libro stesso, piuttosto che l’identificazione in un “genere”, che a volte esercita una funzione ghettizzante?

postato da seia 13:36 | permalink| commenti (6)