martedì, maggio 24, 2005

Da Nel mezzo della vita di Ambroce Bierce: Accadde al ponte di Owl Creek; e potrebbe accadere sotto i ponti dei corsi di scrittura. Nel mezzo della vita, cioè In the midst of life. Tales of soldiers and civilians, è l’opera più famosa del famoso scrittore e giornalista Ambrose Bierce (certo che è famoso, c’era pure un film con Gregory Peck, e poi è morto misterioso, scomparso nel nulla nel 1912 durante i casini messicani e c’è anche un altro film, della serie Dal tramonto all’alba, due o tre, dove Ambrose è alle prese con i vampiri). Di questo libro sappiamo che: ci narra la guerra civile americana; ne esiste –ci han detto- un’edizione Einaudi (mai avvistata); un’altra della Theoria (nemmeno troppo vecchia e, con un po’ di fortuna, rinvenibile in bancarella); infine, ne possediamo anche un adattamento a fumetti, ma non di tutta la raccolta, quanto del racconto sul ponte di Owl Creek, del quale alla fine di questa faccenda avremo tentato di dire qualcosa, qualcosa che possa interessarvi.
Dunque, come molti già sapranno, Accadde al ponte di Owl Creek è uno di quei raccontini semplici e facili, dove alla fine tutto quello che vedi non è accaduto e c’è il più classico dei colpi di scena, dei rovesciamenti, e sia benedetto Ambrose Bierce per averlo scritto. Grazie a Owl Creek (di cui evito di riportare altri dettagli, qualora ci fosse qualcuno che non lo ha mai letto e vorrebbe cimentarsi col Nostro), l’aspirante scrittore può procurarsi una lezione di scrittura quanto mai economica, e avere un preciso metro di giudizio per valutare le proprie storie brevi o romanzi-fiume. Un preciso metro per soppesare, misurare, valutare la presunta genialità dei propri colpi di scena, delle proprie trovate trovatelle, orfane non necessariamente di buona volontà ed entusiasmo, ma di esperienza, questo sì. Mi auguro perciò che coloro i quali sono soliti tenere dei corsi di scrittura creativa si procurino delle copie di questo racconto e lo facciano leggere ai discepoli, perché da un grande potere derivano grandi responsabilità, e il destino delle patrie lettere deve essere affidato a giovani jedi non corrotti dalla parte oscura del colpo di scena. Il giovane scrittore jedi deve possedere uno strumento, un’unità minima per misurare le proprie unità di colpo di scena, guardarsi allo specchio e sputarsi in faccia con la serenità di un monaco, o, se volete, con la verve di un gangsta-rapper.
L’importante è sputarsi in faccia.
E detto questo mi accingo a scrivere un racconto fitto di colpi di scena, rovesciamenti e mutamenti, ma così sottili, così intelligent-sfarzo-figosi che uno nemmeno se ne accorge, che ci sono (ho coperto gli specchi di casa con un panno).
Coming soon: Ambrose Bierce, Un cavaliere in cielo… e mille racconti tutti uguali in terra.
colonna sonora: Giant Sand, Yer ropes.